Iscrizione alla NSDAP

Da Libro bianco.

Categoria: Voci

Heidegger fu iscritto al Partito nazionalsocialista



Sebbene sia "corretta", la voce è spesso riferita in modo volutamente impreciso e tendenzioso. Ad esempio, si dice che fu membro NSDAP e/o suo elettore e/o simpatizzante già da prima del 1933 o addirittura fin dalle origini del Partito (un Heidegger nazista ab ovo). Oppure si sottolinea il fatto che "rinnovò sempre l'iscrizione", ovvero che la rinnovò "scrupolosamente", se non "entusiasticamente" (cfr. il metodo Onniscienza biografica), lasciando intendere che Heidegger, a dispetto delle apparenze e nonostante le dimissioni dal rettorato, non dismise mai il suo impegno (un Heidegger nazista "fino alla fine").

La realtà è che Heidegger si iscrisse alla NSDAP il 2 maggio del 1933, dunque solo dopo essere stato eletto (non "nominato") rettore dell'Università di Friburgo, e senza mai ricoprire alcun ruolo o incarico nel partito stesso. L'iscrizione è dunque da comprendere alla luce del senso complessivo del suo impegno rettorale - ovvero di quello che, già nel 1935, egli definiva "un errore, da ogni punto di vista " (Cfr. Scritti Politici, p. 215). Il fatto che egli abbia mantenuto l'iscrizione anche dopo le dimissioni da rettore, non ha alcun significato rilevante - in particolare, non è affatto di per sé una "prova" di "fedeltà al regime" o, peggio, all'ideologia nazista. Occorre infatti ricordare che la NSDAP non era un "club" da cui si poteva uscire semplicemente restituendo la tessera o non rinnovando la quota d'iscrizione. Non è un caso se, nei regimi totalitari, molti oppositori al regime sono formalmente membri del partito o del sindacato.

La posizione di Heidegger su tale questione è espressa nella lettera del 4 novembre 1945 al Rettorato accademico dell'Università di Friburgo:

«Il mio ingresso nel Partito
Poco tempo dopo l’assunzione del rettorato, il capo del distretto, accompagnato da due suoi funzionari, si presentò un giorno negli uffici dell’Università per esortarmi, secondo il volere del ministro, a entrare nel Partito. Il ministro sottolineava il fatto che, in questo modo, nell’esercizio dei miei poteri, il mio rapporto con i servizi del Partito e del governo sarebbero stati facilitati, soprattutto perché, fino a quel momento, non avevo avuto alcun rapporto con quei servizi. Dopo aver riflettuto a lungo, mi dichiarai pronto ad entrare nel Partito nell’interesse dell’Università, ma all’esplicita condizione che né durante il periodo di rettorato né successivamente avrei mai accettato alcun incarico nel Partito o esercitato una qualche attività a favore del Partito. Queste condizioni furono accettate dalla direzione del Distretto, e io stesso, nel periodo che seguì, mi attenni rigorosamente ad esse.» (GA 16, n. 182. Trad. it. in Scritti Politici, p. 225)


Voce utilizzata negli Articoli:

1871201IXX

1920911IRE

1980311IST

2050920ICS

2070309IRE

2070511IUN

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