Assassino potenziale

Da Libro bianco.

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Categoria: Voci

"Hannah Arendt definì Heidegger un 'potenziale assassino'"



La lettera di Hannah Arendt a Jaspers

L'espressione potentieller Mörder si trova in una lettera privata inviata a Karl Jaspers il 9 luglio 1946 (H.A. - K.J. Briefwechsel, p. 84), nel contesto di uno scambio di vedute sulle voci secondo cui Heidegger avrebbe vietato a Husserl l'accesso all'università (si veda la voce Divieto a Husserl). Non si tratta dunque, come a volte erroneamente suggerito, di un giudizio pubblicamente espresso, o addirittura di una "aperta denuncia" (cfr. 1970501IXX).

La natura strettamente privata e contingente del giudizio obbliga a considerare innanzitutto le circostanze nelle quali è maturato, nonché a porre la seguente domanda: è possibile che tali circostanze abbiano indotto Hannah Arendt a formulare un giudizio avventato? La domanda è lecita nella misura in cui, negli anni successivi, la stessa Arendt espresse - questa volta pubblicamente - giudizi di segno completamente opposto a quello contenuto nella lettera a Jaspers (si veda ad esempio il testo citato alla voce: Mancanza di coraggio)

Le circostanze

Le circostanze del 1946 sono le seguenti.

In una nota nell'articolo What is Existenz Philosophy?, uscito nella Partisan Review all'inizio del 1946, Hannah Arendt scrisse che Heidegger aveva vietato all'"amico e maestro" Husserl l'accesso alla Facoltà "perché era Ebreo". Karl Jaspers, a cui la Arendt aveva inviato il saggio, le scrisse la seguente precisazione:

"La nota su Heidegger non è esatta nei fatti. Presumo che, riguardo a Husserl, si trattasse di una lettera che, all'epoca, ogni rettore doveva scrivere a coloro che erano stati esclusi dal regime." (K.J a H.A. 9 giugno 1946, Briefwechsel p. 79)

Nella risposta del 9 luglio, Hannah Arendt afferma:

"Per quanto riguarda la nota su Heidegger, la sua supposizione sulla lettera a Husserl è del tutto corretta. Anch'io sapevo che quella lettera era una circolare, e so che molti lo discolpano per questo. Ho sempre pensato che, nel momento di apporre il proprio nome in calce a quel documento, Heidegger avrebbe dovuto dimettersi. (...) Sebbene non me ne sia mai importato nulla del vecchio Husserl, né sul piano personale né su quello del pensiero, intendo essergli solidale su questo punto; e siccome so che quella lettera e quella firma lo hanno quasi ammazzato, non posso che considerare Heidegger un potenziale assassino." (p. 84)

L'espressione "potenziale assassino" è dunque formulata in relazione al seguente quadro: Heidegger avrebbe firmato una lettera circolare che escludeva Husserl dall'università.

Il quadro e le necessarie conclusioni

Il punto è che tale quadro - come già Jaspers, nella sua lettera, sembra sospettare - è completamente infondato. Non solo Heidegger non scrisse di suo pugno alcuna lettera, ma neppure controfirmò alcuna circolare di quel tenore. Al contrario, come dimostra la lettera al Senato dell'Università del 28 aprile 1933 (GA 16, n. 38), egli sollevò dalle misure coercitive del regime - tra gli altri - proprio il «Professore ordinario emerito Edmund Husserl» (per un'analisi dettagliata di questo episodio si veda la voce Divieto a Husserl).

Date queste premesse, appare del tutto incongruo presentare il giudizio della Arent come un vertice di "lucidità", e quindi come una parola ferma e definitiva sull'indole-Heidegger. Si tratta, al contrario, dell'effetto di un temporaneo malinteso dovuto alle gravi distorsioni informative che caratterizzarono lo specifico contesto dell'immediato dopoguerra - un malinteso di cui la stessa Arendt non tardò ad accorgersi, e che si premurò di rettificare, non appena il quadro si rese più chiaro. In una nota al testo del 1969 Martin Heidegger ha ottant'anni, leggiamo infatti:

"Questo scivolone (scil. l'adesione al Nazionalsocialsmo nel 1933), che oggi - dopo che il rancore si è placato e soprattutto le notizie false sono state in parte rettificate - si può meglio indicare come "errore" ..." (p. 263, corsivi miei).

A riprova di che cosa significhi un "rancore placato", si confronti l'avventato giudizio del 1946 con la quieta lucidità dei pensieri espressi ventitré anni più tardi nel saggio Martin Heidegger ha ottant'anni.


Voce utilizzata nei seguenti Articoli:

1951103ICS

1960609ICS

1970501IXX

2070704IRE

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