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Da Libro bianco.

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Il caso. I quaderni neri di Heidegger manipolati: una falsificazione contro la cultura

barbadillo.it, 12 giugno 2015

http://www.barbadillo.it/43667-il-caso-i-quaderni-neri-di-heidegger-manipolati/


Renato de Robertis


Siamo alle solite: devastare il patrimonio culturale non di Sinistra è regola. Non conta poi come farlo. Basta impadronirsi di poche frasi di Nietzsche o di Heidegger per decretare che, a Destra, sono tutti cattivi ed antisemiti. Cinquanta anni fa c’era la Guerra fredda, il Muro di Berlino e le bugie sparate in tutte le direzioni. Oggi, invece, ci sono solo le bugie, ovvero le grancasse che suonano per riempire il vuoto di idee (a Sinistra). Questa volta è il turno della riscoperta dei quaderni di Heidegger. Così i suoi taccuini sono stati coinvolti in una mirata falsificazione, perché “non appartengono al pensiero puro, sistematicamente ordinato di Heidegger.” Lo dice, pochi giorni fa, Friedrich Wilhem von Herrmann, discepolo ancora in vita di Heidegger, professore a Friburgo, coordinatore unico dell’opera del grande pensatore.

Così von Herrmann ha rilasciato un’intervista al quotidiano Libero. La giornalista Claudia Gualdana ha ricostruito il caso, vale a dire “Una parte infinitesimale dell’opera heideggeriana è stata manipolata per inficiare il suo sistema di pensiero.” Ma chi è il responsabile di tutto? Il cervello di questa operazione “che parrebbe una campagna diffamatoria” si chiama Peter Trawny, come scrive la Gualdana. Quindi il Trawny – mai autorizzato da von Herrmann – non doveva mettere le mani su una piccola parte degli appunti di Heidegger; non doveva sezionarli per poi pubblicare poche frasi; non doveva avviare un’operazione con la quale ha tentato di compromettere il sistema filosofico heideggeriano.

Tuttavia, nei mesi scorsi, secondo alcune opinioni, gli appunti di Heidegger sarebbero invece la prova del suo antisemitismo. Mesi fa Emmanuel Faye, sul Corriere della Sera, esponeva che i quaderni neri confermerebbero “l’introduzione del nazismo nella filosofia da parte di Heidegger.” Seguendo questa polemica su Barbadillo.it, riassumemmo diversi pareri, quelle di Donatella Di Cesare e di Emanuele Severino (cfr. Nei quaderni neri il dramma di un’epoca, 06 marzo 2015) E subito sentimmo come nostre le parole di Severino che chiariva che non vi fossero connessioni tra il pensiero heideggeriano e i quaderni neri. Adesso, però, le cose vanno molto più avanti. Von Herrmann, un intellettuale indipendente, dichiara che è stato uno scandalo riassumere una delle più grandi esperienze filosofiche in tredici frammenti raccolti dagli appunti heideggeriani.

Allora, il tutto diventa più chiaro. É stata svolta la stessa operazione che interessò l’opera di Nietzsche. Nel dopoguerra, sfruttando alcune frasi da “L’Anticristo” si aprì una campagna di mistificazione contro una filosofia antipositivistica, che, con il Nazismo, non aveva nulla in comune. Si fece di Nietzsche l’apologista della prova di forza, senza conoscere il filosofo del divenire.

Comunque il tempo passa. E il pensiero fecondo della Destra culturale resta intatto. Potranno pure manipolare Heidegger, Spengler, Gentile, Pound, Brasillach, Schimtt, Benn, Jünger, Evola, Cèline, Ortega, Papini, Mosca e tanti altri, ma l’analisi intellettuale onesta non potrà che leggere il Novecento come il secolo della complessità. E continueremo a leggere Heidegger come il filosofo dell’esistenzialismo non di Sinistra. L’esistenzialismo che insegna come l’Essere non è. Che siamo ciò che cerchiamo. E siamo “quell’ente, che, noi che cerchiamo, già siamo.” (‘Essere e tempo’, pag. 18)

Non abbiamo letto i primi quattro volumi dei nove attesi dei Quaderni neri. Lo faremo presto. Sicuramente, le frasi sull’ebraismo non daranno ragione a Peter Trawny che ha squalificato e manipolato i quaderni per dichiarare “sistematicamente antisemita” il pensiero di Heidegger. Interessa invece riprendere la profonda riflessione heideggeriana attenta alla crisi del pensiero occidentale, “La logica occidentale diventa alla fine logistica, il cui inarrestabile dispiegamento porta intanto a maturazione il cervello elettronico…” In questo modo, per Heidegger, la logica occidentale conduceva all’americanismo, alle mode tecnologiche, alla lode del puro calcolo, alla dimenticanza e allo Stato senza politica. Tutto attuale, molto attuale. Tutto da quaderni luminosi.


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