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Da Libro bianco.

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Il suo pensiero lontano dal nazismo

La Repubblica, 2 febbraio 2003


Emanuele Severino


A costo di sembrare sbrigativo, sostengo che la questione lungamente discussa del legame fra Heidegger e il nazismo è stata fin troppo tormentata. Personalmente non vedo Heidegger schierato con il nazionalsocialismo. Non più di tanti altri insospettabili ed eminenti personaggi, tra cui esponenti della Chiesa cattolica e protestante e della stessa comunità ebraica. Se vogliamo, è accaduto un po' quello che è capitato con Gentile, che si era illuso di potersi servire del fascismo. Ho l'impressione che il pensiero di Heidegger neghi ogni forma di totalitarismo. Quando parla della tecnica lo fa in senso critico. Nel suo discorso, non a caso, rientra anche l'organizzazione della Germania, i suoi apparati politici, militari, ideologici ed economici. Il filosofo ha preso delle cantonate politiche da un punto di vista meramente tattico. Ma francamente non lo vedo partecipare al vuoto ideologico di quegli anni. Ripeto: sul piano della politica prese un clamoroso abbaglio. Ma il suo pensiero va nella direzione opposta.



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