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Da Libro bianco.

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Heidegger, la Resistenza dell'Essere

VESPE


Il sole 24 ore, 7 luglio 2002


Sferrando la spallata finale a uno stereotipo duro a morire, l'ex-assistente di Martin Heidegger, il professor Friedrich-Wilhelm von Herrmann, ci svela dalle pagine del «Corriere» che il suo maestro non ebbe mai niente a che fare con il nazismo. Il fatto che si fosse fatto eleggere rettore a Friburgo nel 1933, dopo l'ascesa al potere di Hitler, non dimostra nulla, è la prova semmai che il Pastore dell'Essere intendeva battersi fino alla morte contro il tentativo del Führer di mettere le mani sugli atenei. Resistere, resistere, resistere. E noi che, acciecati [sic] dalle fandonie di una storiografia partigiana, credevamo che non si potesse diventare rettori, ma neppure uscieri, nelle università del Terzo Reich, senza il beneplacito del regime.

Ora il buon Friedrich ci ha aperto gli occhi: Friburgo era un’oasi di libertà e Heidegger un fior di democratico. Criptonazista, piuttosto, fu Giaime Pintor, venerato come un martire della Resistenza, di cui la brava Mirella Serri ha finalmente smascherato le ambigue frequentazioni nella Germania hitleriana. Altro che martire: un rompicoglioni. Che – ci scommettiamo – brigava sottobanco per un posto di assistente a Friburgo.


Voci utilizzate nell'articolo

Pastore dellEssere


Metodi applicati

Presunzione di connivenza


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