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Da Libro bianco.

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Heidegger, il volenteroso filosofo di Hitler

NAZISMO La pubblicazione del XVI volume degli scritti rivela la partecipazione al programma di eugenetica


Corriere della Sera, 10 giugno 2001


Paolo Valentino


BERLINO - Torna a infuriare, in Germania, la polemica sull’adesione al nazismo di Martin Heidegger. Una bomba a scoppio ritardato, innescata e fatta brillare dal periodico Die Zeit, a molti mesi dalla pubblicazione del sedicesimo volume delle Opere Complete, per i tipi della Klostermann. È una raccolta di testi, discorsi e lettere del filosofo tedesco, dove non soltanto trova conferma la sua adesione (temporanea, ma reale) al regime hitleriano, nel 1933, giusto il discorso su «l’Università nello Stato nazional-socialista» tenuto a Tubinga il 30 novembre di quell’anno, che fa apparire Heidegger uno dei più ferventi campioni intellettuali della svastica. Ma, come spiega indignato il settimanale di Amburgo, il filosofo dell’essere non si accontentò solo di approvare il mito del «rinascimento del popolo tedesco, sotto la guida del capo carismatico Adolf Hitler». In realtà, come dimostrano numerosi scritti fra il ’33 e il ’35, Heidegger simpatizzò esplicitamente con l’eugenetica e il progetto nazista di introdurre nel Terzo Reich una «igiene» tesa a migliorare la razza. Da queste premesse ideologiche, avrebbero preso le mosse, prima il programma dell’eutanasia, che secondo il biografo di Hitler, Jan Kershaw, portò fra l’altro all’eliminazione di almeno 800 mila bambini afflitti da patologie ereditarie e da handicap, poi all’Olocausto di 6 milioni di ebrei in Europa. Il documento più compromettente è una lettera del 1934 indirizzata al ministro della Cultura del Land del Baden. Dove il filosofo, allora rettore dell’Università di Friburgo, lo informa che da mesi è alla ricerca di «qualcuno in grado di insegnare la disciplina dell’igiene razziale», per poi poter chiedere formalmente al ministero l’istituzione di una cattedra di «dottrina razziale» e «biologia ereditaria». Sull’autenticità del documento non ci sono dubbi. Anche perché l’«editor» del volume è stato lo stesso figlio del filosofo, lo storico Hermann Heidegger. Ma l’uscita del sedicesmo tomo delle Opere Complete è circondata da un giallo. Pubblicato quattordici anni dopo il quindicesimo, è stato infatti preceduto in libreria dal diciassettesimo. Un ritardo volontario della casa editrice, dettato dal timore della polemica che le nuove rivelazioni avrebbero sollevato? Se questa è stata la previsione, Klostermann aveva visto giusto. Ma l’editore si difende, spiegando in un’intervista al quotidiano francese Libération che «i volumi vengono pubblicati in disordine». La prova è che «nel 1975 avevamo cominciato il progetto col volume XXIV, seguiti dal XXI e dal XXVI». Le Opere Complete di Heidegger prevedono 102 volumi, dei quali già una sessantina pubblicati. Secondo Klostermann, la lunga attesa per il volume XVI è stata dovuta all’eccessivo carico di lavoro di Hermann Heidegger. L’editore non contesta che Heidegger fra il ’33 e il ’35 fosse nazista convinto. Ma respinge l’accusa di Die Zeit: «Chi dice che fosse razzista o biologista non ha capito nulla della sua filosofia».



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